Il buon Berra trova le notizie sotto le montagne di dati. Un mestiere nel quale è ineguagliabile e che, di solito, non mi appartiene. Ma oggi sono ospite del suo blog e ci provo anche io: vediamo cosa dicono i big data del panorama musicale italiano.

Per farlo siamo andati a spulciare l’ultimo Music Consumer Insight Report della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana). Un rapporto elaborato da IPSOS Connect che ha tastato il polso dell’industria musicale in 13 paesi, tra cui il nostro. Ecco i big data della musica italiana più interessanti.

Il 77 % dei web naviganti dichiara di usare internet per ascoltare musica con licenza (cioè legalmente).

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Il 68 % degli utenti internet che ascoltano musica lo fanno attraverso smartphone o tablet. E’ un trend in crescita, correlato all’aumento di strumenti (come Spotify e Deezer) che permettono di ascoltare musica offline in alta qualità.

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Youtube è la piattaforma web più usata per ascoltare musica: il 91% degli utenti lo usa per ascoltare musica. Una percentuale che sale al 95% quando si parla di giovani tra i 16 e i 24 anni. Inoltre, Youtube è usato come un servizio di musica on demand: l’89% degli utenti ascolta musica che conosceva già. Questo vuol dire che gli utenti scelgono di ascoltare musica su youtube perché è gratis!

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Dati un po’ meno big, ma pur sempre interessanti, riguardano l’accesso illegale via internet a contenuti musicali.

Oggi non si scarica più attraverso appositi programmi (come eMule o Torrent), ma si convertono gli audio disponibili in streaming in file mp3. Ecco a voi lo stream ripping.

Secondo lo studio – in questo caso riferito a tutti i 13 paesi e non solo all’Italia –, tra i contenuti musicali fruiti via web c’è una fetta del 40% raggiunta illegalmente. Nella fascia di età 16-24 questa percentuale arriva al 45%.

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Addirittura, per chiudere con un numero bello grosso, il 60% degli utenti che va a caccia di musica gratuita sul web, googla esplicitamente dei siti per piratare musica.

Un dato impressionante, e poco confortante per l’industria musicale, ma che segnala la importanza dei consumi musicali per tutte le generazioni, specialmente le più giovani: l’85% degli intervistati ha risposto affermativamente alla domanda se per lui/lei la musica sia importante.

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Elena Zunino di DailyNoise