Classe 1990. La generazione delle merendine zuccherate, dei Pokémon, di Harry Potter, del ritorno dei Green Day, della Nazionale a Berlino e delle serie tv divorate di notte. La generazione di Msn e degli smartphone che funzionavano male. Sono entrato nella mia prima redazione a 19 anni, avevo tempo libero e volevo guadagnare due soldi. Il giornale si chiama Settegiorni, ora ha anche un sito ma nel 2009 era soprattutto una settimanale cartaceo di cronaca locale. Ci sono rimasto cinque anni.

Poi le cose sono andate avanti. I colleghi di Stampo Antimafioso, la gloriosa redazione della Sestina, la redazione economia di RaiNews 24, Lettera 43, l’indimenticato Corriere della Sera e ora Open. Sono arrivato qui nel dicembre 2018, qualche mese dopo la decisione di Enrico Mentana di fondarlo.

Milanese di adozione, con gli occhi ancora persi nella nebbia di provincia. Mi occupo soprattutto di tecnologia, forse è solo una vendetta perché al liceo ero l’unico fra i miei compagni di classe a non avere una connessione decente. Mi piacciono i progetti iniziati, lavorati e finiti. Oltre alla mia rubrica Glitch, su Open curo anche il palinsesto di Twitch (date un occhio alla prima stagione) e una newsletter che esce la domenica mattina.

Ho aperto questo blog per parlare di Giornalismo, di come viene fatto ora e di come verrà fatto nei prossimi anni. Non credo sia in assoluto “il lavoro più bello del mondo”. Ma è un lavoro che a me piace tanto.

Cammino tanto in montagna. Se non rispondo al telefono è perché sono sulle Grigne.

Social e Imbarazzi

Twitter per le notizie, Instagram anche ma con in più le foto delle montagne e le rece dei film, TikTok per sembrare un Boomer.

Momento Pdf

Qui sotto trovate qualcosa in più su di me. Grazie a una punta di compulsività, il Cv è sempre aggiornato.

Curriculm Vitae

Le storie dei dati, fra giornalismo e divulgazione scientifica | Tesi di laurea magistrale